Fonti e citazioni

Note a piè di pagina nella tesi: quando usarle, come citare e come inserirle in Word

A cosa servono le note, quando sono lo standard (stile Chicago, area umanistica e giuridica), come si cita in nota, le abbreviazioni più usate, note di contenuto ed esempi, e la procedura in Word, LibreOffice e Google Docs.

In breve

Le note a piè di pagina sono rimandi numerati in fondo alla pagina, usati per citare fonti (stile Chicago, materie umanistiche e giuridiche) o per aggiungere precisazioni che appesantirebbero il testo. Alla prima citazione la nota è completa; poi si usa la forma breve. Non servono con gli stili autore-data (APA) o numerici (IEEE, Vancouver). In Word si inseriscono con Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina, che numera e impagina in automatico.

In questo articolo
  1. A cosa servono: i due tipi di nota
  2. Quando si usano (e quando no)
  3. Come si scrive una nota di citazione
  4. Esempi di note di contenuto
  5. Come inserirle in Word (passo passo)
  6. Dove va il numero di richiamo?
  7. Gli errori più comuni
  8. Checklist delle note
  9. Domande frequenti
  10. In sintesi

Le note a piè di pagina sembrano un dettaglio tipografico, ma in alcune discipline sono il cuore dell’apparato critico: è lì che l’autore dimostra di conoscere le fonti, di saperle citare con precisione e di dialogare con altri studiosi. Sapere quando usarle, come costruire una nota corretta e come gestirle in Word ti evita un capitolo pieno di incongruenze e ti fa risparmiare molto tempo di correzione.

Questa guida spiega a che cosa servono, in quali stili e discipline sono richieste, come si scrive una nota (completa e abbreviata), quali sono le abbreviazioni latine più usate, come differiscono note di citazione e note di contenuto e come inserirle e gestirle negli editor di testo più diffusi.

A cosa servono: i due tipi di nota

Una nota a piè di pagina può avere due funzioni, molto diverse tra loro:

  • Nota bibliografica (di citazione): indica la fonte di una citazione o di un’affermazione. È il tipo più comune.
  • Nota di contenuto (o di commento): aggiunge una precisazione, un approfondimento, un rimando ad altri passaggi o una discussione laterale che nel testo appesantirebbe il discorso.

Le due funzioni possono convivere nella stessa nota («Per un’analisi diversa si veda Rossi, Titolo, p. 45; qui basti ricordare che…»), ma conviene tenerle distinte il più possibile.

Quando si usano (e quando no)

Dipende dallo stile di citazione del tuo corso:

Stile / ambitoCome si citaNote a piè di pagina?
Chicago (note-bibliografia)Note numerate + bibliografia finaleSì, sono lo standard
Stile giuridico italianoNote con riferimenti a dottrina, norme e sentenzeSì, centrali
Materie umanistiche (storia, lettere, filosofia, arte)Spesso noteFrequente
APA, Harvard (autore-data)(Rossi, 2021) nel testoNo per le citazioni; sì solo per note di contenuto
Vancouver, IEEE (numerici)Numeri tra parentesi o apici che rimandano all’elencoNo: i numeri rimandano alla bibliografia, non a note

Se la tua è una tesi di diritto, l’apparato di note è parte integrante del lavoro: contiene riferimenti a dottrina, normativa e giurisprudenza e viene letto con attenzione. Per l’elenco finale delle fonti vedi come fare la bibliografia della tesi.

Come si scrive una nota di citazione

Il principio generale è semplice: alla prima citazione di una fonte la nota è completa; dalle successive si usa la forma breve. Quello che conta è la coerenza in tutta la tesi.

Nota completa (prima citazione)

Contiene tutti gli elementi che permettono di rintracciare la fonte: autore, titolo, dati di pubblicazione e pagina. Ecco due esempi di formato in stile Chicago (autori e titoli sono di fantasia):

Libro e articolo, prima citazione
  1. Laura Bianchi, Metodi di ricerca nelle scienze sociali (Milano: Casa Editrice Esempio, 2020), 45–47.
  1. Anna Verdi e Marco Neri, «Lo stress degli studenti universitari: una rassegna», Rivista di Psicologia Applicata 14, n. 2 (2022): 52.

Nota breve (citazioni successive)

Cita l’autore, un titolo abbreviato e la pagina:

Forma breve
  1. Bianchi, Metodi di ricerca, 52.
  1. Verdi e Neri, «Lo stress», 55.

Le abbreviazioni più usate

Per le citazioni ripetute esiste un piccolo lessico di abbreviazioni, in parte di origine latina. Le convenzioni cambiano da corso a corso, quindi usa quelle indicate dalle tue norme redazionali:

AbbreviazioneSignificatoUso tipico
cfr.confrontaRimanda a un’opera a supporto o a confronto
v. / vd.vediRimando generico
ivinello stesso luogo (stessa opera, pagina diversa)Citazione consecutiva della stessa fonte
ibid. / ibidemnello stesso luogo (stessa opera e pagina)Citazione consecutiva identica
op. cit.opera citataRimando a un’opera già citata per esteso
cit.citatoDopo un titolo abbreviato, per rimandare a una fonte già citata
passimin vari puntiPer un concetto diffuso nell’opera
sg. / sgg.e seguente / e seguentiPagine successive a quella indicata
et al.e altriPer opere con più di tre autori

Due avvertenze pratiche. La prima: gli stili più recenti (compresa la 17ª edizione del Chicago Manual of Style) scoraggiano ibid. e op. cit. a favore della forma breve, perché le abbreviazioni diventano ambigue quando il testo cambia. La seconda: usare queste abbreviazioni obbliga a non spostare le note a lavoro finito, o a verificare tutto, perché un ivi cambia significato se la nota precedente non è più la stessa.

Fonti giuridiche

Nelle tesi di diritto le note citano anche norme e sentenze, con formule codificate. Come schema, ecco la struttura (i riferimenti sono segnaposto, non citazioni reali):

Schema di riferimenti giuridici

Norma: art. [numero], [d.lgs./l./c.c.] [n. xx/aaaa].

Sentenza: [Corte], [sezione], [data], n. [numero].

Dottrina: [Autore], [Titolo], [Editore], [anno], [pagina].

Ogni dipartimento e ogni rivista ha le sue regole: usa quelle dei tuoi docenti e mantienile uniformi.

Esempi di note di contenuto

Una nota di contenuto non cita una fonte per sostenere un’affermazione, ma aggiunge qualcosa. Alcuni esempi di usi legittimi:

  • Precisazione terminologica: «Qui il termine “agile” è usato nel senso definito al par. 1.1, e non come sinonimo di “a distanza”.»
  • Rimando interno: «Sul punto si veda anche quanto detto nel capitolo 2, par. 2.3.»
  • Approfondimento laterale: «Un’impostazione alternativa, che non seguiamo in questa sede, è proposta da Rossi, Titolo, 45.»
  • Avvertenza sulle fonti: «Le citazioni dal testo originale sono tradotte dall’autore.»

Se ti accorgi di mettere in nota molte cose importanti, forse il paragrafo andrebbe ripensato.

Come inserirle in Word (passo passo)

Niente numerazione a mano: è la causa principale di errori. Word gestisce tutto da solo.

  1. Posiziona il cursore dopo la parola o la frase a cui si riferisce la nota.
  2. Vai su Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina (scorciatoia Ctrl+Alt+F su Windows, Cmd+Opzione+F su Mac).
  3. Word inserisce il numero nel testo, crea lo spazio in fondo alla pagina e ti porta lì a scrivere.
  4. Aggiungere o spostare note rinumera tutto automaticamente.

Per impostare il formato (numerazione continua o ripartenza a ogni capitolo, tipo di numerale), apri il gruppo Note a piè di pagina nella scheda Riferimenti e usa la finestra delle opzioni. Per cambiare carattere e dimensione di tutte le note, modifica lo stile «Testo nota a piè di pagina»: in un’unica operazione si uniformano.

Note a piè di pagina o note di chiusura?

Le note a piè di pagina stanno in fondo a ogni pagina; le note di chiusura (endnotes) sono raccolte alla fine del capitolo o del documento. Nelle tesi italiane sono molto più comuni le prime; alcune discipline o case editrici preferiscono le seconde. Segui le norme del tuo corso.

In LibreOffice e Google Docs

  • LibreOffice Writer: Inserisci → Nota a piè di pagina (Ctrl+Alt+F). Le opzioni di numerazione sono in Strumenti → Note a piè di pagina e note di chiusura.
  • Google Docs: Inserisci → Nota a piè di pagina (Ctrl+Alt+F o Cmd+Opzione+F). Si numerano e si riposizionano in automatico.

Se usi un gestore di riferimenti come Zotero o Mendeley, il suo plugin per Word può inserire direttamente le citazioni come note a piè di pagina nello stile scelto, risparmiando molto lavoro.

Dove va il numero di richiamo?

La posizione del numero rispetto alla punteggiatura cambia da una tradizione all’altra: alcuni manuali lo collocano dopo il segno di punteggiatura, altri prima. Non esiste un unico standard italiano: segui il tuo corso e, soprattutto, sii coerente per tutta la tesi. Il richiamo va sempre posto dopo la parola o la frase a cui si riferisce, mai a inizio periodo.

Gli errori più comuni

  • Numerare a mano: salta al primo inserimento.
  • Note troppo lunghe: spostano l’attenzione dal testo.
  • Forme incoerenti: alternare nota completa e breve senza criterio.
  • Abbreviazioni usate male: un ibid. dopo una nota che cita un’altra opera.
  • Citare in nota in uno stile che non le prevede (APA).
  • Dimenticare la bibliografia finale pensando che le note bastino: in stile Chicago a note, la bibliografia resta comunque necessaria.
  • Note senza pagina quando la fonte è un libro o un articolo.
  • Formattazione diversa tra le note: font e dimensioni non uniformi.

Checklist delle note

  • So quale stile di citazione richiede il mio corso e uso quello.
  • La prima citazione di ogni fonte è completa, le successive in forma breve.
  • Le abbreviazioni (cfr., ivi, cit.…) sono usate secondo le norme del corso.
  • Le note sono inserite con la funzione dell’editor, non numerate a mano.
  • Le note di contenuto sono brevi e davvero necessarie.
  • Il richiamo è posizionato sempre allo stesso modo rispetto alla punteggiatura.
  • Ogni fonte in nota compare anche in bibliografia (se lo stile la prevede).
  • Font e dimensioni delle note sono uniformi.

Domande frequenti

A cosa servono le note a piè di pagina in una tesi?

A citare le fonti (note bibliografiche) o ad aggiungere precisazioni e rimandi che nel testo appesantirebbero il discorso (note di contenuto).

Quando si usano le note a piè di pagina?

Quando lo stile di citazione le prevede: soprattutto nello stile Chicago a note, nelle materie umanistiche e negli studi giuridici. Con APA e con gli stili numerici le citazioni non vanno in nota.

Come si cita la prima volta e le volte successive?

Alla prima citazione si scrive la nota completa (autore, titolo, dati di pubblicazione, pagina). Dalle successive si usa la forma breve (autore, titolo abbreviato, pagina) o le abbreviazioni previste dal tuo corso.

Che cosa significano ibid., ivi e op. cit.?

Ibid. e ivi indicano «nello stesso luogo» (stessa opera della nota precedente, con o senza la stessa pagina, secondo le convenzioni); op. cit. rimanda a un’opera già citata per esteso. Le regole d’uso variano e molti stili moderni preferiscono la forma breve.

Posso inserire una bibliografia anche se uso le note?

Sì, ed è quasi sempre richiesta: nello stile Chicago a note la bibliografia finale accompagna le note e le integra con l’elenco completo delle fonti.

Come si inseriscono le note in Word?

Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina (Ctrl+Alt+F). Word numera e impagina automaticamente e rinumera tutto quando aggiungi o sposti note.

In sintesi

Le note servono a citare o a precisare. Sono lo standard in ambito umanistico e giuridico, non negli stili autore-data o numerici. Cita per esteso la prima volta, in forma breve poi, usa con prudenza le abbreviazioni latine e lascia che sia l’editor a numerarle. Per l’elenco finale delle fonti vedi come fare la bibliografia, e per capire come le citazioni proteggono l’originalità del tuo lavoro leggi il plagio nella tesi.

Se vuoi che qualcuno controlli coerenza di note, abbreviazioni e bibliografia prima del deposito, un tutor del tuo settore può farlo con te: il lavoro resta tuo, noi ti aiutiamo a renderlo preciso.

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