Le note a piè di pagina sono rimandi numerati in fondo alla pagina, usati per citare fonti (stile Chicago, materie umanistiche e giuridiche) o per aggiungere precisazioni che appesantirebbero il testo. Alla prima citazione la nota è completa; poi si usa la forma breve. Non servono con gli stili autore-data (APA) o numerici (IEEE, Vancouver). In Word si inseriscono con Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina, che numera e impagina in automatico.
In questo articolo
Le note a piè di pagina sembrano un dettaglio tipografico, ma in alcune discipline sono il cuore dell’apparato critico: è lì che l’autore dimostra di conoscere le fonti, di saperle citare con precisione e di dialogare con altri studiosi. Sapere quando usarle, come costruire una nota corretta e come gestirle in Word ti evita un capitolo pieno di incongruenze e ti fa risparmiare molto tempo di correzione.
Questa guida spiega a che cosa servono, in quali stili e discipline sono richieste, come si scrive una nota (completa e abbreviata), quali sono le abbreviazioni latine più usate, come differiscono note di citazione e note di contenuto e come inserirle e gestirle negli editor di testo più diffusi.
A cosa servono: i due tipi di nota
Una nota a piè di pagina può avere due funzioni, molto diverse tra loro:
- Nota bibliografica (di citazione): indica la fonte di una citazione o di un’affermazione. È il tipo più comune.
- Nota di contenuto (o di commento): aggiunge una precisazione, un approfondimento, un rimando ad altri passaggi o una discussione laterale che nel testo appesantirebbe il discorso.
Le due funzioni possono convivere nella stessa nota («Per un’analisi diversa si veda Rossi, Titolo, p. 45; qui basti ricordare che…»), ma conviene tenerle distinte il più possibile.
Quando si usano (e quando no)
Dipende dallo stile di citazione del tuo corso:
| Stile / ambito | Come si cita | Note a piè di pagina? |
|---|---|---|
| Chicago (note-bibliografia) | Note numerate + bibliografia finale | Sì, sono lo standard |
| Stile giuridico italiano | Note con riferimenti a dottrina, norme e sentenze | Sì, centrali |
| Materie umanistiche (storia, lettere, filosofia, arte) | Spesso note | Frequente |
| APA, Harvard (autore-data) | (Rossi, 2021) nel testo | No per le citazioni; sì solo per note di contenuto |
| Vancouver, IEEE (numerici) | Numeri tra parentesi o apici che rimandano all’elenco | No: i numeri rimandano alla bibliografia, non a note |
Se la tua è una tesi di diritto, l’apparato di note è parte integrante del lavoro: contiene riferimenti a dottrina, normativa e giurisprudenza e viene letto con attenzione. Per l’elenco finale delle fonti vedi come fare la bibliografia della tesi.
Come si scrive una nota di citazione
Il principio generale è semplice: alla prima citazione di una fonte la nota è completa; dalle successive si usa la forma breve. Quello che conta è la coerenza in tutta la tesi.
Nota completa (prima citazione)
Contiene tutti gli elementi che permettono di rintracciare la fonte: autore, titolo, dati di pubblicazione e pagina. Ecco due esempi di formato in stile Chicago (autori e titoli sono di fantasia):
- Laura Bianchi, Metodi di ricerca nelle scienze sociali (Milano: Casa Editrice Esempio, 2020), 45–47.
- Anna Verdi e Marco Neri, «Lo stress degli studenti universitari: una rassegna», Rivista di Psicologia Applicata 14, n. 2 (2022): 52.
Nota breve (citazioni successive)
Cita l’autore, un titolo abbreviato e la pagina:
- Bianchi, Metodi di ricerca, 52.
- Verdi e Neri, «Lo stress», 55.
Le abbreviazioni più usate
Per le citazioni ripetute esiste un piccolo lessico di abbreviazioni, in parte di origine latina. Le convenzioni cambiano da corso a corso, quindi usa quelle indicate dalle tue norme redazionali:
| Abbreviazione | Significato | Uso tipico |
|---|---|---|
| cfr. | confronta | Rimanda a un’opera a supporto o a confronto |
| v. / vd. | vedi | Rimando generico |
| ivi | nello stesso luogo (stessa opera, pagina diversa) | Citazione consecutiva della stessa fonte |
| ibid. / ibidem | nello stesso luogo (stessa opera e pagina) | Citazione consecutiva identica |
| op. cit. | opera citata | Rimando a un’opera già citata per esteso |
| cit. | citato | Dopo un titolo abbreviato, per rimandare a una fonte già citata |
| passim | in vari punti | Per un concetto diffuso nell’opera |
| sg. / sgg. | e seguente / e seguenti | Pagine successive a quella indicata |
| et al. | e altri | Per opere con più di tre autori |
Due avvertenze pratiche. La prima: gli stili più recenti (compresa la 17ª edizione del Chicago Manual of Style) scoraggiano ibid. e op. cit. a favore della forma breve, perché le abbreviazioni diventano ambigue quando il testo cambia. La seconda: usare queste abbreviazioni obbliga a non spostare le note a lavoro finito, o a verificare tutto, perché un ivi cambia significato se la nota precedente non è più la stessa.
Fonti giuridiche
Nelle tesi di diritto le note citano anche norme e sentenze, con formule codificate. Come schema, ecco la struttura (i riferimenti sono segnaposto, non citazioni reali):
Norma: art. [numero], [d.lgs./l./c.c.] [n. xx/aaaa].
Sentenza: [Corte], [sezione], [data], n. [numero].
Dottrina: [Autore], [Titolo], [Editore], [anno], [pagina].
Ogni dipartimento e ogni rivista ha le sue regole: usa quelle dei tuoi docenti e mantienile uniformi.
Esempi di note di contenuto
Una nota di contenuto non cita una fonte per sostenere un’affermazione, ma aggiunge qualcosa. Alcuni esempi di usi legittimi:
- Precisazione terminologica: «Qui il termine “agile” è usato nel senso definito al par. 1.1, e non come sinonimo di “a distanza”.»
- Rimando interno: «Sul punto si veda anche quanto detto nel capitolo 2, par. 2.3.»
- Approfondimento laterale: «Un’impostazione alternativa, che non seguiamo in questa sede, è proposta da Rossi, Titolo, 45.»
- Avvertenza sulle fonti: «Le citazioni dal testo originale sono tradotte dall’autore.»
Se ti accorgi di mettere in nota molte cose importanti, forse il paragrafo andrebbe ripensato.
Come inserirle in Word (passo passo)
Niente numerazione a mano: è la causa principale di errori. Word gestisce tutto da solo.
- Posiziona il cursore dopo la parola o la frase a cui si riferisce la nota.
- Vai su Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina (scorciatoia Ctrl+Alt+F su Windows, Cmd+Opzione+F su Mac).
- Word inserisce il numero nel testo, crea lo spazio in fondo alla pagina e ti porta lì a scrivere.
- Aggiungere o spostare note rinumera tutto automaticamente.
Per impostare il formato (numerazione continua o ripartenza a ogni capitolo, tipo di numerale), apri il gruppo Note a piè di pagina nella scheda Riferimenti e usa la finestra delle opzioni. Per cambiare carattere e dimensione di tutte le note, modifica lo stile «Testo nota a piè di pagina»: in un’unica operazione si uniformano.
Note a piè di pagina o note di chiusura?
Le note a piè di pagina stanno in fondo a ogni pagina; le note di chiusura (endnotes) sono raccolte alla fine del capitolo o del documento. Nelle tesi italiane sono molto più comuni le prime; alcune discipline o case editrici preferiscono le seconde. Segui le norme del tuo corso.
In LibreOffice e Google Docs
- LibreOffice Writer: Inserisci → Nota a piè di pagina (Ctrl+Alt+F). Le opzioni di numerazione sono in Strumenti → Note a piè di pagina e note di chiusura.
- Google Docs: Inserisci → Nota a piè di pagina (Ctrl+Alt+F o Cmd+Opzione+F). Si numerano e si riposizionano in automatico.
Se usi un gestore di riferimenti come Zotero o Mendeley, il suo plugin per Word può inserire direttamente le citazioni come note a piè di pagina nello stile scelto, risparmiando molto lavoro.
Dove va il numero di richiamo?
La posizione del numero rispetto alla punteggiatura cambia da una tradizione all’altra: alcuni manuali lo collocano dopo il segno di punteggiatura, altri prima. Non esiste un unico standard italiano: segui il tuo corso e, soprattutto, sii coerente per tutta la tesi. Il richiamo va sempre posto dopo la parola o la frase a cui si riferisce, mai a inizio periodo.
Gli errori più comuni
- Numerare a mano: salta al primo inserimento.
- Note troppo lunghe: spostano l’attenzione dal testo.
- Forme incoerenti: alternare nota completa e breve senza criterio.
- Abbreviazioni usate male: un ibid. dopo una nota che cita un’altra opera.
- Citare in nota in uno stile che non le prevede (APA).
- Dimenticare la bibliografia finale pensando che le note bastino: in stile Chicago a note, la bibliografia resta comunque necessaria.
- Note senza pagina quando la fonte è un libro o un articolo.
- Formattazione diversa tra le note: font e dimensioni non uniformi.
Checklist delle note
- So quale stile di citazione richiede il mio corso e uso quello.
- La prima citazione di ogni fonte è completa, le successive in forma breve.
- Le abbreviazioni (cfr., ivi, cit.…) sono usate secondo le norme del corso.
- Le note sono inserite con la funzione dell’editor, non numerate a mano.
- Le note di contenuto sono brevi e davvero necessarie.
- Il richiamo è posizionato sempre allo stesso modo rispetto alla punteggiatura.
- Ogni fonte in nota compare anche in bibliografia (se lo stile la prevede).
- Font e dimensioni delle note sono uniformi.
Domande frequenti
A cosa servono le note a piè di pagina in una tesi?
A citare le fonti (note bibliografiche) o ad aggiungere precisazioni e rimandi che nel testo appesantirebbero il discorso (note di contenuto).
Quando si usano le note a piè di pagina?
Quando lo stile di citazione le prevede: soprattutto nello stile Chicago a note, nelle materie umanistiche e negli studi giuridici. Con APA e con gli stili numerici le citazioni non vanno in nota.
Come si cita la prima volta e le volte successive?
Alla prima citazione si scrive la nota completa (autore, titolo, dati di pubblicazione, pagina). Dalle successive si usa la forma breve (autore, titolo abbreviato, pagina) o le abbreviazioni previste dal tuo corso.
Che cosa significano ibid., ivi e op. cit.?
Ibid. e ivi indicano «nello stesso luogo» (stessa opera della nota precedente, con o senza la stessa pagina, secondo le convenzioni); op. cit. rimanda a un’opera già citata per esteso. Le regole d’uso variano e molti stili moderni preferiscono la forma breve.
Posso inserire una bibliografia anche se uso le note?
Sì, ed è quasi sempre richiesta: nello stile Chicago a note la bibliografia finale accompagna le note e le integra con l’elenco completo delle fonti.
Come si inseriscono le note in Word?
Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina (Ctrl+Alt+F). Word numera e impagina automaticamente e rinumera tutto quando aggiungi o sposti note.
In sintesi
Le note servono a citare o a precisare. Sono lo standard in ambito umanistico e giuridico, non negli stili autore-data o numerici. Cita per esteso la prima volta, in forma breve poi, usa con prudenza le abbreviazioni latine e lascia che sia l’editor a numerarle. Per l’elenco finale delle fonti vedi come fare la bibliografia, e per capire come le citazioni proteggono l’originalità del tuo lavoro leggi il plagio nella tesi.
Se vuoi che qualcuno controlli coerenza di note, abbreviazioni e bibliografia prima del deposito, un tutor del tuo settore può farlo con te: il lavoro resta tuo, noi ti aiutiamo a renderlo preciso.
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