Struttura e metodo

Frontespizio della tesi: cosa scrivere, in che ordine e come evitare gli errori

Che cosa contiene il frontespizio (ateneo, corso, titolo, relatore, candidato, anno accademico), come disporlo, un modello di esempio, le regole su logo e font e gli errori più frequenti da evitare.

In breve

Il frontespizio è la prima pagina della tesi e contiene università e dipartimento, corso di laurea, titolo, relatore (ed eventuale correlatore), nome e matricola del candidato e anno accademico. La disposizione esatta la stabilisce il tuo ateneo, che di solito fornisce un modello da seguire alla lettera, compreso l’uso del logo. Il titolo deve coincidere con quello depositato in segreteria.

In questo articolo
  1. Che cosa contiene il frontespizio
  2. L’ordine e la disposizione
  3. Le regole del tuo ateneo vengono prima di tutto
  4. Il titolo: precisione e chiarezza
  5. Relatore, correlatore, controrelatore
  6. L’anno accademico (e perché non coincide con l’anno solare)
  7. Come impostarlo in Word
  8. Gli errori più comuni
  9. Checklist del frontespizio
  10. Domande frequenti
  11. In sintesi

Il frontespizio è la prima pagina della tesi e la prima cosa che la commissione vede, ancora prima di leggere una riga del lavoro. Vale la pena farlo bene e senza sviste: non è una pagina creativa, segue regole precise (quasi sempre fissate dal tuo ateneo) e un errore al suo interno, per quanto banale, si nota subito e dà un’impressione di trascuratezza.

La buona notizia è che si tratta della parte più «meccanica» dell’intera tesi. Basta sapere che cosa contiene, in che ordine, dove trovare il modello ufficiale e quali errori evitare. In questa guida trovi tutto questo, più un esempio di disposizione e una checklist da usare prima del deposito.

Che cosa contiene il frontespizio

Gli elementi sono quasi sempre questi, dall’alto verso il basso:

  • Università e dipartimento (spesso con il logo ufficiale e, se previsto, la scuola o la facoltà);
  • Corso di laurea e livello: triennale, magistrale, magistrale a ciclo unico;
  • Dicitura del tipo di lavoro: «Tesi di laurea», «Elaborato finale», «Tesi di laurea magistrale»;
  • Titolo della tesi (ed eventuale sottotitolo): l’elemento centrale, in evidenza;
  • Relatore e, se previsti, correlatore o controrelatore;
  • Candidato: nome, cognome e numero di matricola;
  • Anno accademico (per esempio 2025/2026).

Alcuni atenei aggiungono la sessione di laurea, il curriculum o l’indirizzo di studi, oppure una dicitura sull’ente ospitante se hai svolto la tesi in azienda o presso un laboratorio esterno.

L’ordine e la disposizione

La disposizione più diffusa è questa: in alto l’università (con logo), subito sotto il dipartimento e il corso di laurea, al centro il titolo in evidenza, più in basso relatore e candidato (di norma il relatore a sinistra e il candidato a destra) e, in fondo alla pagina, l’anno accademico. È una convenzione, non una legge: conta ciò che indica il tuo corso.

Esempio di disposizione (schema)

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI [NOME ATENEO]

Dipartimento di [Nome del dipartimento] Corso di Laurea Magistrale in [Nome del corso]

TESI DI LAUREA

[Titolo della tesi: chiaro e informativo] [Eventuale sottotitolo]

Relatore: Prof. [Nome Cognome] Correlatore: Dott. [Nome Cognome]

Candidato: [Nome Cognome] Matricola: [numero]

Anno accademico 2025/2026

Questo è uno schema generico: il modello ufficiale del tuo ateneo ha precedenza assoluta su qualunque esempio.

Le regole del tuo ateneo vengono prima di tutto

Quasi ogni università pubblica un modello di frontespizio o linee guida con font, dimensioni, posizione del logo e diciture esatte. Scaricalo e seguilo alla lettera: è il modo più sicuro per non sbagliare. Dove cercarlo:

  • sul sito del dipartimento o del corso di laurea (sezione «Laurearsi», «Tesi», «Modulistica»);
  • sul portale della segreteria studenti, tra i documenti per la richiesta di laurea;
  • nel regolamento di laurea del corso;
  • in segreteria didattica, se non riesci a trovarlo;
  • nelle tesi recenti dello stesso corso, consultabili in biblioteca o nel repository dell’ateneo, per vedere come è stato applicato il modello.

Il titolo: precisione e chiarezza

Il titolo è l’elemento centrale del frontespizio e merita attenzione particolare:

  • Deve coincidere con quello depositato (o comunicato) in segreteria: una differenza anche piccola può creare problemi nella verbalizzazione.
  • Dev’essere informativo: dice di che cosa tratta il lavoro e, quando serve, con quale approccio o in quale contesto. «Il lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni: un’analisi critica» dice più di «Lavoro e organizzazione».
  • Non troppo lungo: se supera due o tre righe, valuta un sottotitolo.
  • Maiuscole e punteggiatura coerenti con le norme del corso (di norma maiuscola solo all’inizio del titolo, salvo diversa indicazione).
  • Lingua: se la tesi è in inglese, il titolo è in inglese; spesso si aggiunge la traduzione.

Se hai ancora dubbi sulla formulazione, il momento giusto per rifinire il titolo è alla fine del lavoro, quando sai davvero che cosa hai scritto, e prima del deposito. Per la struttura generale del lavoro leggi come fare l’indice della tesi.

Relatore, correlatore, controrelatore

I nomi e i titoli accademici vanno scritti con attenzione. Alcune indicazioni:

  • Titolo corretto: Prof. o Prof.ssa per i professori ordinari e associati; Dott. o Dott.ssa per ricercatori e figure non strutturate; Dott. ing., Arch., Avv. secondo i casi. Alcuni atenei prevedono la forma Chiar.mo Prof. / Chiar.ma Prof.ssa: segui il modello.
  • Ordine: relatore per primo, poi correlatore e, dove previsto, controrelatore.
  • Nome completo e corretto, controllando la grafia sul sito del dipartimento.
  • Ruolo esatto: se hai un correlatore esterno (per esempio un tutor aziendale), verifica come va indicato.

Un errore di titolo o di grafia sul nome del relatore è tra i più antipatici: non cambia il contenuto, ma dice molto sull’attenzione ai dettagli.

L’anno accademico (e perché non coincide con l’anno solare)

L’anno accademico va da autunno a settembre dell’anno successivo e si scrive con due anni: 2025/2026. Non è l’anno solare in cui ti laurei, e qui nascono molte confusioni.

In molti atenei le sessioni di laurea di inizio anno (per esempio febbraio, marzo o aprile) appartengono ancora all’anno accademico precedente: una laurea di marzo 2027 sarebbe quindi dell’anno accademico 2025/2026. Ma non è universale: controlla sul regolamento e nella domanda di laurea quale anno accademico indicare.

Come impostarlo in Word

Il frontespizio è una pagina semplice, ma si rovina facilmente se la impaginazione è fatta «a occhio». Qualche accorgimento tecnico:

  1. Usa una sezione dedicata, in modo che la numerazione delle pagine non parta dal frontespizio (che di norma non è numerato). Inserisci un’interruzione di sezione con Layout → Interruzioni → Pagina successiva.
  2. Usa tabulazioni o una tabella senza bordi per posizionare relatore e candidato a sinistra e destra, invece di premere la barra spaziatrice più volte.
  3. Imposta gli stili: crea o applica stili specifici (titolo, dati del relatore) per avere uniformità e poter correggere tutto in un colpo solo.
  4. Allinea in modo coerente: centrato o giustificato, come da modello.
  5. Esporta in PDF e controlla che font, logo e margini siano rimasti identici.

Quando hai finito, il passo successivo è l’indice generato in automatico, che trovi spiegato in questo articolo.

Gli errori più comuni

  • Titolo impreciso, diverso da quello depositato in segreteria.
  • Titolo del relatore o grafia del nome sbagliati.
  • Anno accademico confuso con l’anno solare o con l’anno di immatricolazione.
  • Frontespizio non conforme al modello: margini, font, dimensioni o posizione del logo diversi da quelli richiesti.
  • Logo non autorizzato o in versione non ufficiale.
  • Matricola sbagliata o mancante.
  • Elementi decorativi non previsti (bordi, immagini, colori) in un modello che li esclude.
  • Corso di laurea scritto con una denominazione non ufficiale (controlla il nome esatto sul sito o sul piano di studi).

Checklist del frontespizio

  • Ho scaricato il modello ufficiale del mio ateneo e l’ho seguito.
  • Ateneo, dipartimento e corso di laurea sono scritti con la denominazione ufficiale.
  • Il titolo coincide con quello depositato in segreteria.
  • Relatore (ed eventuale correlatore) sono indicati con titolo e grafia corretti.
  • Nome, cognome e matricola del candidato sono corretti.
  • L’anno accademico è quello giusto per la mia sessione.
  • Il logo, se usato, è quello ufficiale e nelle dimensioni richieste.
  • Il frontespizio non è numerato (se così richiesto) e il PDF è identico al file originale.

Domande frequenti

Che cosa va scritto nel frontespizio della tesi?

Università e dipartimento, corso di laurea, tipo di lavoro, titolo, relatore ed eventuale correlatore, nome e matricola del candidato e anno accademico. La disposizione è stabilita dall’ateneo.

Frontespizio e copertina sono la stessa cosa?

No. La copertina è la parte esterna del volume, se previsto, mentre il frontespizio è la prima pagina interna con i dati del lavoro. Molti atenei oggi richiedono solo il file digitale e quindi solo il frontespizio.

Dove trovo il modello del frontespizio?

Sul sito del dipartimento o del corso di laurea, nella sezione dedicata alla laurea, oppure sul portale della segreteria studenti. In caso di dubbi, chiedi alla segreteria didattica.

Devo inserire il logo dell’università?

Dipende dal tuo ateneo. Alcuni lo richiedono con regole precise, altri lo vietano. Verifica il modello ufficiale e usa sempre la versione autorizzata.

Il titolo può cambiare dopo la richiesta di laurea?

In genere il titolo definitivo va comunicato alla segreteria entro una certa scadenza. Se vuoi modificarlo dopo, parlane con il relatore e verifica la procedura del tuo ateneo: il frontespizio deve coincidere con quanto depositato.

Il frontespizio ha un numero di pagina?

Di norma no: è la prima pagina e non porta numerazione, che parte più avanti secondo le indicazioni del corso. Verifica nelle linee guida.

In sintesi

Il frontespizio è semplice, ma va azzeccato: ateneo, corso, titolo, relatore, candidato e anno accademico, nell’ordine e nel formato che indica il tuo corso. Parti sempre dal modello ufficiale, controlla titolo e nomi, verifica l’uso del logo e l’anno accademico corretto. Sistemata la prima pagina, il passo successivo è l’indice; e per chiudere il lavoro con una nota personale, trovi i consigli in come scrivere i ringraziamenti.

Se vuoi che qualcuno controlli impaginazione, frontespizio e conformità al modello del tuo ateneo prima del deposito, un nostro tutor può darti una mano: il lavoro resta tuo, noi ci assicuriamo che i dettagli non ti facciano inciampare.

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